martedì 28 dicembre 2010

Il Packaging Sabox a sostegno delle politiche di sostenibilità del Pastificio Garofalo.

Emidio Mansi, responsabile commerciale Italia di Pasta Garofalo, intervistato da Nadia Tadioli per il numero di Dicembre di GDOWEEK, ha citato ampiamente Sabox ed il suo impegno per la sostenibilità.
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"Siamo convinti che fra i valori di un’azienda e il valore di un prodotto esista una relazione ben precisa, un’inscindibile alchimia. L’attenzione alla qualità della pasta Garofalo ben si sposa con l’attenzione al territorio. Da qui, siamo partiti con una ricerca per ridurre il nostro impatto ambientale”.
Così esordisce Emidio Mansi, responsabile commerciale Italia di Pasta Garofalo, spiegando  un’esperienza che ha portato a sostituire gli imballaggi secondari con cartoni realizzati in carta riciclata proveniente da discariche campane e rilavorata, sempre in Campania, da Sabox, azienda specializzata nella progettazione e produzione di prodotti in cartone ecocompatibile. L'iniziativa, da sola, ha permesso un risparmio annuo di circa 27mila alberi, 800mila metri cubi di acqua, quasi 9 milioni di kWh di energia elettrica e 42 mila kilogrammi di CO2. La parte più bella dell’avventura, però, riguarda Garofalo Numero Zero, una confezione di pasta prodotta con materie prime a km zero e pack ecosostenibile. Presentata al Salone del Gusto, è distribuita nei mercatini natalizi di varie associazioni, come Emergency, mentre con Mani Tese è in fase di definizione un progetto più  ambizioso per la prossima primavera. “Se, per essere sostenibile, un alimento deve essere prodotto con ingredienti a km zero -continua Mansi- per la pasta questo significa usare semole coltivate vicino allo stabilimento. In Italia, però, non esiste una produzione ampia e costante di grano di qualità, così Garofalo è costretta a importare”. Nel 2009 un progetto in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli ha vagliato undici sementi diverse, fra quelle di più alta resa qualitativa, coltivate con metodi differenti, compresi quelli biologici. I raccoltimigliori sono diventati la materia prima per la produzione della Garofalo Numero Zero. “Nonostante si trattasse di buone semole -conclude il manager- nessuna ha soddisfatto gli alti standard di Pasta Garofalo. Non ci sarà, quindi, una Numero Zero prodotta su larga scala. Anche perché il pack realizzato in Pla (Acido Polilattato), il polimero biodegrabile che deriva dal mais, si è rivelato troppo costoso per la pasta”
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[Nadia Tadioli]